Pensieri

Il progetto è anche pensiero

Assenza

Siamo stati abituati ad affermare la nostra presenza. A riempire un mondo che ci pareva solo nostro.
Il progetto però è anche capacità di lavorare sull’assenza. Di valore, di dignità, di terra.
E’ anche strumento politico, occasione di denuncia culturale, di richiamo a quel che stiamo dimenticando, che travalica la lingua e racconta per sottrazione ciò che va ricordato.
Progetto è anche un pensiero nuovo, di coesione, di salvaguardia, di valorizzazione.

Credits: Manifesto per la coesione della cultura Mediterranea, 2009

Biodiversità

Oggi l’altissima concentrazione d’identità simili e di tecnologie comparabili espone l’industria del design al pericolo dell’omologazione, proprio come avviene in agricoltura, dove la concentrazione su poche specie di sementi impoverisce i terreni e mette a rischio il futuro dell’intera produzione.
Dobbiamo allora tutti lavorare sulle differenze.
Per adattarci a questi cambiamenti odierni sempre meno prevedibili dobbiamo progettare storie di posizionamento davvero uniche, in modo da costruire territori dell’immaginario sempre più basati sulla biodiversità d’impresa.

Riparabilità

La riparabilità non la insegnano a scuola; dobbiamo inventarcela, in un mondo che non prevede più la sua presenza.
Riparare vuol dire avere attenzione alla durata, inventare estetiche impreviste, fare a meno del più.
In un mondo in cui quasi tutto si potrebbe riparare abbastanza facilmente e, in molti casi, anche molto poeticamente, dovremmo aiutare le aziende a pensare a quel che succede domani, alle strategie di lungo corso, alle possibilità di piacere a persone per ora sconosciute, che vivono dentro luoghi sconosciuti dove le cose vengono rispettate e amate.
Sarebbe bello se, fra un po’, la riparabilità potessimo impararla a scuola.

Nuvole

Le nuvole sono una grande ispirazione per il progetto di corporate identity:
più di ogni altra cosa si adattano costantemente al cambiamento.
È importante provare a capire in un solo istante che forma hanno adesso, com’erano un istante fa e, forse, provare a immaginare come saranno fra un attimo…
Come le aziende, non ce ne sono due uguali.
Come le aziende, non sanno esattamente dove vanno.
Come le aziende, a volte si rafforzano e vorrebbero prendere tutto lo spazio del cielo, altre volte scompaiono per poi riapparire più in là…

Credits: Mario Trimarchi, 2012

Italia

L’Italia è il paese in cui le cose sono fatte bene per il semplice gusto di farle bene. Un paese abituato a dare il meglio di sé all’ultimo minuto, con invenzioni inattese, con scarti laterali che ci sorprendono sempre, con l’abitudine a trarre vantaggio dal ritardo.
Progettare per l’Italia è avere il coraggio di proporre alternative culturali al modello di sviluppo delle grandi imprese delle società industriali avanzate.
Progettare per l’Italia è lavorare accanto alle imprese che procedono per distinzione e non per omologazione, che inventano sperimentazioni creative, che ragionano sui tempi lunghi della famiglia, e non su quelli brevi della finanza.

Credits: Marchio per 150° Anniversario delle Repubblica Italiana, 2011

Pane

Il pane rappresenta una buona metafora per spiegare come deve essere il design.
E’ un alfabeto di base: è democratico e tutti se lo dovrebbero permettere.
E’ l’icona del quotidiano, ma non è mai uguale: ce n’è per tutti i gusti e ognuno lo preferisce a modo suo.
E’ legato alle culture: ogni luogo, ogni popolo, ogni paese ne ha uno proprio.
E’ una scelta di tempo. Il pane si fa fatica a prepararlo bene, e con l’esperienza si diventa più bravi.
Ma ogni mattina bisogna ricominciare daccapo.
Esattamente come nel design.

Credits: Manifesto di protesta sociale contro lo spreco del cibo, 2010

Fragilità

Pensare di essere fragili non è un limite. E’ una sfida. La fragilità ci ricorda che dobbiamo prenderci cura delle cose che ci circondano. Anche un albero grande e robusto che sta lì da sempre domani potrebbe essere inaridito dalla siccità.
Perciò tocca a noi prendercene cura: innaffiarlo, potarlo, concimarlo e accarezzare le sue foglie.
La stessa cura va anche riservata alle imprese: quando si progetta la corporate identity bisogna pensare lucidamente al futuro, ai piccoli passi che dopo un po’ possono diventare grandi salti in avanti, all’ostinazione di fare le cose bene nel quotidiano, a essere preparati a qualsiasi possibile cambiamento.
La fragilità è uno dei modi migliori per sopravvivere.